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Sicurezza e Conoscenza

( Rocca di Mezzo, 12 Marzo 2021 )

 

Ci prepariamo a vivere un'altra primavera ed estate, come la scorsa, in cui gli ampi spazi delle nostre aree protette saranno il luogo di elezione per moltissima gente. E ne siamo felici.

Questo Ente da sempre, ma soprattutto negli ultimi anni, ha investito e lavorato molto sul tentativo di perseguire due finalità istituzionali: conoscenza ambientale, turismo consapevole, rispetto della natura e dell'ambiente, informazione e formazione, per permetter una fruizione dei luoghi in maggiore sicurezza.

Sicurezza ambientale

Si parla molto di sicurezza in montagna, spesso con la convinzione (e qualche volta con la pretesa) di poter rendere sicura la montagna rispetto alla presenza dell'uomo, non pensando assolutamente (e più semplicemente) ad organizzare e gestire le attività umane in modo che possano svolgersi in sicurezza e rispetto dell'ambiente di montagna che le ospita.

È come se le necessità umane, o il semplice divertimento siano di per se stesse valori "non negoziabili" di fronte ai quali la montagna si dovrebbe inchinare.

Non si vuole qui disquisire sui contenuti terminologici o filologici, ma evidenziare i due diversi approcci che determinano comportamenti completamente opposti: nel primo caso illudendosi di addomesticare e rendere innocuo l'ambiente di montagna, anche intervenendo pesantemente e con costi elevati; nel secondo caso adattando presenza e attività umane alla naturale dinamica ed evoluzione dell'ambiente naturale. A questo proposito è bene sgomberare il campo da un equivoco di fondo: rendere sicuro al 100% un ambiente naturale è impossibile, almeno con le conoscenze e le tecnologie odierne, soprattutto se si tratta di un ambiente complesso come quello di montagna, in cui anche i contesti maggiormente modificati dall'uomo, come possono essere considerati i comprensori sciistici e alpinistici o le falesie (pareti naturali di arrampicata, attrezzate con elevati standard di sicurezza), non sono mai esenti da pericoli oggettivi e rischi di incidente. Se, mutatis mutandis, applichiamo il ragionamento alle varie e multiformi presenze dell'uomo e delle sue attività nell'ambiente di montagna, ci si rende necessariamente e facilmente conto che il concetto di sicurezza è pura utopia.

Dal canto nostro abbiamo cercato di rivisitare la carta dei sentieri, con verifiche, analisi, aggiustamenti, migliorare e ripristinare la segnaletica orizzontale e iniziare a dotarli della segnaletica verticale. È una rete molto ampia ed è stato chiesto al CAI di opzionare una buona parte della sentieristica per la valutazione dello stato di percorribilità, degli interventi minimi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Oltre quindi alla corretta informazione e formazione, alla cura della rete sentieristica, alla verifica della loro percorribilità l'Ente non può andare e non può sconfinare in sfere di competenza che sono proprie delle legislazioni nazionali e regionali.

Il Parco vede di buon grado qualsiasi attività formativa che ha la finalità del miglioramento della conoscenza ambientale e naturale, dell'esercizio del turismo consapevole, del rispetto dei valori cardini dell'area protetta, da una inclusività generalizzata con l'ambiente, ma certo non è né l'Ente preposto e né è la sua funzione stabilire i campi e i limiti di esercizio dell'attività di guida e/o accompagnatore.

La partita sull'esercizio della professione si gioca su altri tavoli e con dettati normativi che ancora non sanciscono appieno i confini ma che per quanto riguarda l'esercizio della professione di Guida Alpina e di Accompagnatore di Media Montagna per la Regione Abruzzo fanno riferimento alla legge attualmente in vigore, la L.R. 16 settembre 1998, n. 86 "Ordinamento della professione di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo".

Chiunque eserciti attività professionale deve essere al corrente della legislazione vigente e dei limiti normativi e autorizzativi e delle proprie responsabilità.

(Consiglio di Stato - Sezione Prima- Adunanza di Sezione del 23 settembre 2020 - NUMERO AFFARE 00582/2019; Presidenza del Consiglio dei Ministri UPS4630 dell'1/04/2019)

 

Sicurezza e Conoscenza
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