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Ovindoli

Frazioni: S. Potito e S. Iona

Il centro turistico montano, conserva alcuni resti di mura medievali e di un antico castello, nella parrocchiale si conserva una statua della Madonna in terracotta di arte locale del Cinquecento.
Un recinto fortificato italico delle popolazioni dei Marsi, l'ipotesi che l'antico castrum fosse distrutto tra il 91 e 89 a.C. ed il rinvenimento della interessante villa romana a S. Potito, probabilmente appartenuta a Lucio Vero e forse frequentata dall'Imperatore Adriano per seguire i lavori del prosciugamento del Lago Fucino, testimoniano l'importanza strategica e militare del territorio di Ovindoli sin dal periodo romano. Il nucleo medievale, probabilmente sorto tra l'XI e il XIII secolo, si dislocò su uno sperone roccioso a controllo della sottostante valle che sfocia nel Fucino, in posizione di cerniera tra il Piano delle Rocche ed il fondovalle. Si strutturò con torre e mura fortificate di avvistamento, di cui permangono poche tracce, tra cui la porta di accesso al borgo con arco gotico, Porta Mutiati.
Fu fortemente legato a Celano, tanto che nel 1222 il suo Conte Tommaso si rifugiò ad Ovindoli per difendersi da Federico II. Inoltre, nel 1279 il Conte di Celano Ruggero era signore anche dei castelli di Ovindoli e di S. Potito. Il castello di Ovindoli faceva parte del sistema difensivo di avvistamento del castello di Celano tramite la torre di S. Potito e di S. Iona. La spinta economica legata alla pastorizia e alla transumanza si riscontra a partire dal XV secolo nella crescita edilizia e della popolazione: nel 1527 Ovindoli viene tassato per 104 fuochi, che nel 1595 risultano essere 132. Col tempo il piccolo borgo si espande e si trasforma, comincia a perdere la funzione strettamente difensiva e di arroccamento. Nei secoli XV e XVI si costruisce all'interno del nucleo la Chiesa di S. Sebastiano, poi della Vergine, e le case-mura che in alcuni tratti ne definiscono il perimetro. Nel frattempo il feudo di Ovindoli viene posseduto da diversi signori, dai Savelli ai Piccolomini, poi ai Cabrera-Sforza-Bodavilla fino all'abolizione dei feudi nel 1806. Le frazioni di S. Potito e di S. Iona, aggregate amministrativamente ad Ovindoli nel 1811, sono caratterizzate rispettivamente dalla presenza del castello e di una torre di avvistamento a pianta circolare.

Testi tratti dalla guida turistica "Parco Regionale Sirente - Velino", Edizioni Amaltea, 2001.


Da visitare

Ovindoli

  • Borgo medievale con porta di accesso ad arco gotico, Porta Mutiati.
  • Chiesa di S. Sebastiano, poi della Vergine, dei secoli XV e XVI.

S. Potito

  • Ruderi del Castello.
  • Chiesa parrocchiale di S. Potito.

S. Iona

  • Torre medievale di avvistamento.
  • Chiesa di S. Eugenia.

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