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Molina Aterno

Il paese è posto a breve distanza dal fiume Aterno, con un'ampia piazza dove affaccia il vasto Palazzo Piccolomini con parti dell'originario castello medievale, torre e loggiato interno.
Molti i ritrovamenti narrati dal De Nino a fine '800 sparsi nel territorio di Molina e preziosi i reperti rinvenuti in varie località. A Campo Valentino, dove la tradizione racconta di una città distrutta, la recente campagna di scavo ha riportato alla luce ambienti di abitazioni con pavimenti a mosaico, in cocciopesto, con tasselli di mattone a spina di pesce (opus spicatum) ed ambienti produttivi per la lavorazione del vino e la torchiatura, diverse vasche e doli per la raccolta del mosto. L'area ha avuto un primo utilizzo come necropoli nel VI secolo a.C., un successivo uso abitativo per alcuni secoli ad iniziare dal III-II secolo a.C., e nuovamente utilizzata nei secoli successivi per uso funerario, fino a quando fu abbandonata per esigenze di difesa, preferendo così luoghi maggiormente difendibili. Abbandonata la piana di Campo Valentino, il piccolo nucleo medievale si posizionò su un'altura e si sviluppò intorno all'antico castello con torre di difesa, ancora oggi riconoscibile, ma inglobato nel successivo ampliamento di Palazzo Piccolomini. Già feudo della contea di Celano dal 1143, nel Catalogo dei Baroni, Molina è assegnata nel 1182 a tal Rainaldo di Molino. Terra di confine, nel 1273 fa parte dell'Abruzzo Citeriore, sarà infine inglobato nel contado aquilano solo nel 1438. I secoli XVI e XVII furono momenti di grande impulso edilizio e di rinnovamento; anche l'antico castello venne ampliato con l'aggiunta dell'ala che affaccia sulla piazza, divenendo così Palazzo Piccolomini. Molina, comunque, rimase un piccolo borgo, tanto che nel 1669 contava appena 43 fuochi. Il feudo passò dai Cantelmo di Popoli ai Secinara di Rieti, agli Aristoteli di Sulmona, poi ai Simeonibus di L'Aquila, posseduto dai Pietropaoli dal 1650, fu tenuto fino alla eversione della feudalità nel 1806.

Testi tratti dalla guida turistica "Parco Regionale Sirente - Velino", Edizioni Amaltea, 2001.


Da visitare

  • Chiesa di S. Nicola del XVI secolo.
  • Castello e adiacente palazzo baronale dei Piccolomini (XIII-XVIII secc.).
  • Chiesa di S. Maria del Colle (XII-XVI secc.).
  • Chiesa rurale di S. Pio dell'XI secolo con reimpieghi di fregi romani.
  • Area archeologica di Campo Valentino.

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