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Frazioni: Albe, Forme e Corona
Si rintraccia ancora nel suo nome l'antica gloria del
passato, Alba Fucens, colonia romana fondata nel 303 a.C.,
racchiusa da un'imponente cinta fortificata in opera
poligonale.
Dell'antica città romana è ben conservata
la parte pubblica con il foro, la basilica, le terme, le
taberne e l'anfiteatro.
Nel 537 d.C. Alba Fucens è ricordata come
quartiere invernale delle truppe di Belisario contro gli
Ostrogoti.
La sua distruzione ed il successivo abbandono si devono attribuire,
con ogni probabilità, alle invasioni dei Saraceni
nei secoli IX e X.
Così, con la decadenza romana, si abbandonò il
sito e si cominciò a riedificare sui colli limitrofi.
Si ricostruì, sui resti di un tempio romano, la splendida
Chiesa benedettina di S. Pietro in Albe del XII secolo. Sul
colle di S. Nicola iniziò la costruzione del borgo
medievale di Albe Vecchia, con il Castello Orsini, distrutto
dal terremoto del 1915.
Inizialmente fu feudo angioino, con una certa indipendenza,
poi la storia medievale e rinascimentale di Albe fu legata
alle lotte per il possesso e le successioni dei feudatari
della Contea di Celano e del Ducato di Tagliacozzo, fino
al possesso definitivo della famiglia Colonna. Fu allora
che Albe iniziò a perdere di importanza. Nel frattempo
cominciò ad emergere il centro di Massa, che nel XVII
secolo costituì il punto di aggregazione di diverse
ville sparse, con un'Università che da quel
momento in poi deciderà l'organizzazione sociale
di tutto il territorio. Nel 1806, con l'abolizione
del feudalesimo, Massa consoliderà il suo ruolo centrale
amministrativo. Oltre alla distruzione del terremoto del
1915, il paese ha dovuto subire anche i bombardamenti durante
il secondo conflitto mondiale, poichè fu la sede del
quartier generale tedesco agli ordini del Generale Kesserling.
Testi tratti dalla guida turistica "Parco Regionale Sirente - Velino", Edizioni Amaltea, 2001.
Da visitare
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Area archeologica di Alba Fucens.
- Chiesa e Convento benedettino di S. Pietro in
Albe.
- Ruderi del Castello Orsini e di Albe Vecchio.
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