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Il borgo medievale conserva la Chiesa di S.
Maria Nuova, con
interessante portale rinascimentale del 1553, oltre a numerosi
edifici con graziosi portali del Seicento e del Settecento.
Nella parte bassa del paese troviamo il Santuario di S. Gemma,
dove nella sacrestia è conservata una cospicua quantità di
ex voto, che
testimoniano la diffusa devozione alla Santa.
Si rintracciano, disseminate nel territorio, le origini antichissime
di questa gente: anelli, fibule e pendagli dell'età del
bronzo, si rinvengono nei pressi della cinta fortificata
di Monte Castelluccio. Il ritrovamento del 90° miliario
conferma la presenza della consolare Claudia-Valeria, lungo
la quale sorgeva Statulae, importante mansio di
epoca romana, menzionata sulla Tabula Peutingeriana.
Probabilmente le genti superstiti alla distruzione barbarica
furono riorganizzate
in epoca longobarda in 12 fare o piccoli nuclei gentilizi
o militari, villaggi facenti capo alla rocca di Goriano
Siculi.
Già nel 1000 si ha notizia del Castello di Goriano.
Posseduto dai Berardi, dipendente dalla Contea dei Marsi,
la fortificazione occupava la cima del colle, protetto da
baluardo e doppio giro di mura munite di feritoie e torrioni.
Si raggiungeva passando per tre porte: Bagliucci, Barracca
e di Murro, fornite di saracinesche e saettiere. Nel 1145
Goriano Secco in Valva era feudo di Rinaldo Conte
di Celano; passò poi ai Piccolomini e ai Barberini.
Sono pochi i resti dell'antico castello ancora visibili poiché nel
1593, nel processo di trasformazione urbana, lasciò il
posto alla ricostruzione della Chiesa di S. Maria Nuova,
cosicchè il torrione fu adattato a torre campanaria.
Poco è rimasto anche del Monastero delle Clarisse,
che fu edificato nei pressi della Chiesa di S. Gemma, in
seguito alla concessione da parte di Papa Benedetto XI con
Bolla dell'11 gennaio 1304.
Nel 1613 si costruì, in basso, fuori dal borgo, la
Chiesa di S. Gemma sui resti di un piccola chiesa presistente.
Fiorente fu l'economia di Goriano Sicoli nel 1700 e
nel 1800 con industrie lanifere in commercio con i fiorentini
e con un attivissimo commercio della seta con i veneziani.
Attive anche cave di marmi, travertini e pozzolane. Non è per
caso quindi che nasce lo scalo ferroviario sulla Sulmona-Roma
e nel 1888 si inaugura la imponente ed elegante Fontana pubblica,
dall'interessante struttura architettonica con doppia
fila di portici laterali di otto arcate. (MDL)
Testi tratti dalla guida turistica "Parco Regionale Sirente - Velino", Edizioni Amaltea, 2001.
Da visitare
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Chiesa di S. Maria Nuova costruita sui ruderi del castello.
- Porte di accesso al borgo con archi gotici, Porta
Bagliucci, Porta Baracca e Porta di Murro, che conserva
alcune sculture
medievali.
- Chiesa di S. Gemma dei secoli XVI e XVII, conserva
il corpo della Santa.
- Fontana pubblica, inaugurata nel 1888.
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