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Aree archeologiche

Per gli amanti di archeologia ma anche per tutti coloro che desiderano scoprire "l'altra faccia" del Parco, consigliamo di dedicare una o più giornate alla scoperta del patrimonio archeologico che fa di questo Parco un luogo di straordinaria bellezza e valenza storica. Numerose testimonianze e importanti ritrovamenti archeologici si segnalano lungo tutto il territorio del Parco: l'area archeologica dell'antica colonia romana Alba Fucens, il castello di Rovere a Rocca di Mezzo. il tempio italico di Castel di Ieri, l'area archeologica di Molina Aterno, l'antica Superequum a Castelvecchio Subequo.

Si consiglia la visita accompagnati da guide turistiche abilitate. Per informazioni e visite guidate contattare i Punti Informazione del Parco

Alba Fucens, Massa d'Albe

Alba Fucens è la più nota città antica d'Abruzzo, uno dei siti archeologici più incantevoli e suggestivi. L'insediamento, di grande interesse strategico, fu sede di una colonia latina fondata nel 304 a.C. Gli scavi, iniziati nel 1949 ad opera dell'Università di Lovanio (Belgio), hanno messo in luce un centro monumentale dotato di grande impatto. Nel Piano di Civita sono infatti riconoscibili le terme, un thermopolium, la basilica, il macellum, il Santuario di Ercole, una domus ed un bellissimo anfiteatro, perfettamente intatto, risalente alla metà del I sec. d.C.


La Villa imperiale a San Potito, Ovindoli

A partire dal 1983, scavi archeologici portarono alla luce le strutture di una grossa villa romana, sorta intorno al I secolo d.C., con pavimentazioni a mosaico. S trattava probabilmente di una residenza lussuosa, distinta in due zone: quella dei vani sud orientali, destinati ad azienda agricola e quella settentrionale adibita a zona residenziale. La villa attualmente non è visitabile.


Il Castello di Rovere, Rocca di Mezzo

Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, di origini antichissime, conserva i resti del castello, di cui è incerta la data di fondazione, collocato su uno sperone roccioso come una fortezza triangolare con torri circolari ai vertici. E' possibile visitare il Museo Archeologico con i reperti rinvenuti dallo scavo (vasellame ceramico, reperti metallici come chiodi, cerniere, cardini, materiale vitreo, maiolica rinascimentale, ecc.). I reperti più importanti sono custoditi nel dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti.


L'Antica Superequum di Castelvecchio Subequo

Castelvecchio è un antico capoluogo della Valle Subequana abitata dai Peligni Superequani. Il patrimonio archeologico è ricco di pavimenti a mosaico con disegni geometrici e floreali, i resti del tempio dedicato a Ercole Vincitore, tracce di un acquedotto e complesso termale, ruderi di aule porticate. Il patrimonio archeologico di Castelvecchio comprende il centro fortificato a Colle Cipolla e Monte Urano, la necropoli in località Le Castagne, pavimenti musivi di epoca romana nella pianura di Macrano, la cinta fortificata d'epoca romana su Colle Caprella, la catacomba paleocristiana del IV secolo.


Il Tempio italico a Castel di Ieri

Le indagini archeologiche e gli scavi effettuati su questa parte di territorio testimoniano l'assidua frequentazione di Castel di Ieri fin dall'età preromana: resti di antiche vestigia, importanti reperti, tracce di acquedotti e pavimenti mosaicati, un centro fortificato. Di recente, è stata scoperta un'area sacrale con tempio di età repubblicana, dove si conserva l'alto podio con scalinata, celle con pavimenti musivi e iscrizioni, frammenti della statua di culto.


L'area archeologica di Secinaro

Secinaro, da Sicinius, fu senza dubbio un insediamento importante dei Peligni Superequani. In località Casale sono venuti alla luce numerosi frammenti antichi in calcare bianco. Nei pressi della fontana La Cambra ruderi di antiche costruzioni, resti di muri ad opus incertum, frammenti di laterizi e alcune lapidi che lasciano ipotizzare la presenza di un vicius o pagus. Particolarmente ricco il patrimonio archeologico in cui spiccano alcune iscrizioni in lingua peligna e latina esposte nella sede comunale, aree votive e resti di un ninfeo in località La Ira.


L'area archeologica di Fagnano Alto

Anticamente il comune di Fagnano Alto doveva essere un pagus vestino. Nel XVI secolo, la comunità di Fagnano era formata da dieci villaggi, secondo quanto riportato da una epigrafe: "Ripae unius ex decem pagis Fanianis agri Aquilani". Tra le emergenze archeologiche si segnala: il muraglione in opus poligonale e mura poligonale tra Castello e Opi; tombe a cripta nella frazione di Campana.


L'area archeologica di Acciano

Il patrimonio archeologico di Acciano conta il tempietto italico in località San Lorenzo di Beffi, tombe ad inumazione nella chiesa di San Lorenzo di Beffi, il ponte romano del I secolo.


L'area archeologica di Molina Aterno

In epoca romana e preromana Molina Aterno doveva essere un pagus della città di Superaequum e inglobare un vicus nei centri fortificati di Mandra Murata e Colle Castellano, emergenze archeologiche di spicco insieme al rilievo funerario romano scolpito su pietra di una coppia di liberti, presso la stazione ferroviaria. Diverse iscrizioni latine murate sono visibili nella piazza e in una casa privata. Pavimenti musivi del periodo repubblicano di Roma e una tomba del VI secolo a.C. sono stati rinvenuti in campo Valentino.

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