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I mestieri di una volta

Erano tempi duri e le persone che non emigravano si ingegnavano in lavori che oggi sono praticamente scomparsi. Per anni, gli uomini del paese coltivavano la terre e accudivano i pascoli; si recavano, a piedi attraverso i monti, nei boschi a tagliare piante, a spaccare a colpi di scure i grossi tronchi destinati al riscaldamento, per costruire mobili ecc.. Le donne, oltre che a lavorare la terra, dovevano accudire la famiglia e si occupavano della preparazione del pane, delle conserve, del formaggio, del burro e dei duri lavori che comportava la gestione del nucleo familiare. Non ci si fermava mai, e l'unico momento dove l'intera famiglia si ritrovava, era la cena che comunque veniva consumata in religioso silenzio data la grande stanchezza con cui si arrivava alla sera.

I Boscaioli

La ricchezza del patrimonio boschivo ha fatto sì che una delle attività di sostentamento fosse quella del boscaiolo. I boscaioli conoscevano e rispettavano i cicli della riproduzione ambientale usando tecniche di taglio che permettevano la riproduzione e la conservazione del "bosco".


I Carbonai

Questa era, in passato, l'unica attività che potesse integrare il reddito familiare derivante dall'allevamento e da una stentata agricoltura.
Generalmente le zone di bosco destinate a legna per il carbone erano quelle più impervie e senza strade di accesso; l'unico mezzo di trasporto era il mulo o il cavallo da soma. I carbonai partivano nei mesi di settembre e ottobre. Molto pregiato era il carbone prodotto dai secinaresi, la trasformazione della legna in carbone era frutto di una conoscenza approfondita del bosco. Strumento indispensabile era l'accetta, di acciaio temprato costruita a regola d'arte dai maestri ferrai del tempo. Il carbonaio trattava l'accetta come un figlio, proteggendola sia dal gelo che poteva danneggiare la lama compromettendo l'attività futura.


I Tagliatori di ghiaccio

Altra attività che ha caratterizzato l'economia della zona è stata quella dei tagliatori di ghiaccio: ricavato dalle neviere del Monte Sirente, veniva tagliato in blocchi e venduto per scopi terapeutici e per refrigerio nelle zone limitrofe.


Gli Ombrellai

E' Secinaro la patria degli ombrellai, i quali si trasferivano dal paese nelle grandi città limitrofe. Ciò comportava lunghi periodi di assenza dal paese e dalle proprie famiglie. Ancora oggi è possibile ritrovare tracce del passaggio degli ombrellai di Secinaro nei grandi centri dove si trasferirono, dove aprirono piccole attività artigianali


I Campanari di Gagliano Aterno

Particolare menzione meritano i campanari di Gagliano Aterno i quali erano artigiani nomadi poiché erano soliti spostarsi nei luoghi dove venivano commissionati i loro lavori e dove attrezzavano piccole officine in legno all'interno delle quali realizzavano le colature in bronzo.













 
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